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PIÙ IN LÀ E PIÙ IN SÙ – Intervista a Silvia Rampazzo

Silvia RampazzoNEL TRAIL RUNNING IN “ROSA” C’È UNA TESTIMONIAL D’ECCEZIONE CHE UTILIZZA UTILIZZA AMBIT3 VERTICAL ECCO UN’INTERESSANTE INTERVISTA

 

Quando è scattata la passione per la corsa e, in particolare, per quella in montagna? “Ho sempre amato la montagna, e diciamo la camminata veloce in quota, per riuscire a spingermi ‘più in là e più in su’. Ho scoperto l’esistenza della corsa sui sentieri nell’inverno a cavallo tra il 2010 e il 2011, per farla mia come disciplina sportiva con un po’ di continuità solo a partire dal 2013-2014”. Nella tua carriera sportiva hai raggiunto un altissimo livello, vincendo tante gare senza essere una professionista, come riesci a conciliare vita “normale” con il lavoro e la famiglia con l’allenamento e le gare? Qual è il tuo segreto? “Sono consapevole che il mio livello e i miei risultati siano molto relativi, il ‘vero alto livello’ è assolutamente un altro, ma confesso un po’ di orgoglio personale per aver raggiunto i miei risultati da non professionista, appunto, lavorando a tempo pieno e inserendo gli allenamenti e le gare in tutto il resto. Solitamente lascio casa in direzione lavoro poco dopo le sette del mattino, per rientrare sulle 18-19, cambiarmi e uscire a correre, in pianura, nelle strade attorno a casa. Questo accade nella norma, quando non ci sono di mezzo le trasferte di lavoro, che complicano un po’ tutto e scombinano questo equilibrio. Non mi alleno molto, ma praticamente tutti i giorni. Il più delle volte non mi pesa correre, mi pesa solo non avere mai una finestra per altro, perché dopo la giornata lavorativa, la corsa e una cena veloce… le energie sono più che esaurite. In realtà non sono assolutamente abile a conciliare tutto; al volte cerco di fondere, per quanto possibile, gli appuntamenti della giornata, come telefonate ed e-mail nel tragitto casa/lavoro o una visita ai miei genitori raggiungendoli di corsa durante l’allenamento serale. Le mie ferie e i fine settimana sono invece quasi interamente investiti in allenamenti, gare e viaggi di avvicinamento. Inutile dire che sono una pessima “donna di casa” e che da me è sempre abbastanza un disastro: non me ne curo poi molto. Non ci sono segreti purtroppo, sto trascurando tantissime cose, ma soprattutto le persone; avere poco tempo da dedicare ai miei amici e agli affetti in generale è forse il più grande o unico rammarico”.

Ti capita di pensare mentre gareggi? Se sì dove ti porta il tuo pensiero?
“Penso molto durante gli allenamenti e mi capita a volte anche nelle gare lunghe, quando sono sola e il percorso non richiede troppa concentrazione. Mi capita addirittura di credere di aver parlato ad alta voce, da quanto i pensieri avanzano concreti e ‘rumorosi. I miei pensieri sono il più delle volte un volo di fantasia, ogni tanto però la corsa diventa momento di bilanci e decisioni”.

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